A proposito del cambiamento

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Il cambiamento  è l’obiettivo della terapia analitico transazionale.

Oltre alle già citate posizioni esistenziali è possibile cambiare il proprio copione, il proprio modo di dare  e ricevere carezze, la propria strutturazione del tempo.

Il presupposto di questa concezione del cambiamento è che ogni persona ha il desiderio e il potere di crescere ed evolversi.

Ogni individuo ha  la respons-abilità di cambiare, cosa che nel contesto terapeutico viene condivisa col terapeuta che di conseguenza non si porrà come l’esperto cui demandare la soluzione dei problemi, ma come un facilitatore del processo di cui il paziente, con le sue risorse , è parte attiva.

 

Analista transazionale…cosa significa

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Come indicato nel mio profilo, sono una psicologa e psicoterapeuta analista transazionale.

Ma cosa implica questo nella concretezza della pratica clinica?

Per prima cosa quando incontro le persone sono guidata dal principio dell’OKness secondo il quale ognuno è ok, degna di rispetto e amore .

Non sempre tuttavia possiamo riscontrare questo atteggiamento nella vita quotidiana, ma, come sosteneva Berne, possiamo osservare le seguenti posizioni psicologiche:

  1. “Io sono ok, tu sei ok”
  2. “io sono ok, tu non sei ok”
  3. “Io non sono ok, tu  sei ok”
  4. “io non sono ok, tu non sei ok”
Io sono ok, tu sei ok

Posso risolvere i miei problemi costruttivamente, ho aspettative realistiche, accetto il valore degli altri.

Io non sono ok, tu sei ok

Non posso risolvere i miei problemi, mi ritiro, mi sento impotente; l’Altro ha tutto quello che io non ho, l’Altro ha valore.

Io sono ok, tu non sei ok

Non posso risolvere i miei problemi per colpa dell’Altro, sono una vittima, non accetto il tuo valore.

Io non sono ok, tu non sei ok

La vita propria e altrui non ha valore; non ho fiducia e speranza.

Compito dell’analista transazionale è rimanere nella posizione ok-ok e stimolare il cliente a comprendere in quale posizione si trova e, eventualmente, cambiarla.

 

Documentario sui disturbi alimentari.

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E’ stato  proiettato  ieri, sabato 15 marzo in 7 città italiane, in occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla per la sensibilizzazione sul tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare un documentario svolto presso una struttura di cura pubblica di Roma.

Ecco il link:

Stare bene in menopausa

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Nel Novembre scorso ho tenuto, insieme ad una mia collega, presso la Civica Università di Cattolica (www.associazionenavigare.org) un incontro aperto a tutti sugli aspetti psicologici della menopausa. Ho pensato quindi di scrivere una sintesi di quell’incontro cui hanno partecipato con interesse numerose donne.

 

Un momento della conferenza
Un momento della conferenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La menopausa è un periodo della vita che fisiologicamente corrisponde alla cessazione dell’attività delle ovaie.

Ogni donna tra i 45 e i 55 anni circa, in modo più o meno veloce (la menopausa infatti può arrivare nel giro di pochi mesi o impiegare alcuni anni) si trova ad affrontare notevoli cambiamenti che riguardano il corpo e l’immagine di sè.

Come vivrò da questo momento in avanti? cosa sta accadendo al mio corpo e come reagisce la mia mente? Cosa mi aspetta?” queste sono alcune delle domande che le donne si pongono in questo momento della loro vita.

Tralascio volutamente il lungo elenco di sintomi  fisici legati al calo di estrogeni (che possono essere approfonditi su siti di medicina o libri di auto-aiuto) per focalizzarmi su alcuni aspetti psicologici di questo  periodo della vita.

Il concetto di crisi di transizione sarà la cornice entro cui mi muoverò nell’affrontare l’argomento.

Il passaggio da una fase all’altra della vita implica sempre una crisi (dal greco krisis =scelta, decisione) e quindi dei vissuti di disagio e dubbio che approdano infine a nuovi livelli di conoscenza, consapevolezza e di significato.

Affrontare questo passaggio può comportare dolore , fatica e senso di vulnerabilità  perché non sempre è facile venire a contatto con il proprio mondo interno.

Quindi è necessario darsi tempo e dedicarsi a sé stesse per scoprire in sé nuove risorse per passare con serenità nel nuovo periodo della vita.

La fretta e le opzioni consumistiche (i lifting,le creme, l’essere iperattive..ecc.) che aiutano a negare la realtà non servono.

In tutto questo delicato processo può avvenire che una donna in menopausa senta delle emozioni di tristezza e di vuoto che ricordano la depressione.

Non sempre si tratta di una depressione clinica, si può trattare semplicemente della tristezza naturale che si associa all’abbandono delle parti di sé alle quali la persona deve rinunciare affrontando la transizione.

Questo è tanto più vero quanto  più la donna può contare su una  solida  e realistica autostima.

Quando questa non dovesse esserci , vivere questa transizione può essere  più difficile e la tristezza potrebbe prendere allora la forma di vera e propria depressione. In questi casi (e comunque in caso di dubbio) è fondamentale rivolgersi ad uno specialista: psicoterapeuta, psichiatra o medico che aiuterà a chiarire la situazione, a fare una eventuale diagnosi e ad indicare i possibili trattamenti.

Ma oltre alla riscoperta dell’interiorità e agli specialisti, la donna in menopausa può avvalersi di altre risorse:

  • il mantenimento e/o la creazione di una buona rete affettiva
  • l’ assertività
  • la creatività

E’ fondamentale che la donna in menopausa possa contare su una buona rete di relazioni interpersonali a partire dalla famiglia all’interno della quale dovrà rivedere i  propri ruoli (i figli sono cresciuti, c’è meno bisogno di lei, c’è più tempo per il coniuge).

Spesso in questo periodo possono emergere o ri-emergere problemi di coppia perché tutto il cambiamento di cui abbiamo parlato finora comporta un rivisitazione anche del sistema coppia.

Utile allora è usare il modo giusto di comunicare con il partner e con la famiglia; essere assertivi significa proprio sapersi esprimere in modo diretto evitando la passività o l’aggressività, esprimendo opinioni e desideri, chiedendo e offrendo feedback.

Infine, è importante che la donna in menopausa si sostenga ( e si lasci sostenere) nel portare avanti  quei piccoli o grandi progetti tenuti fino ad allora nel fondo di un cassetto.

Dott.ssa Paola Mazzaferro

Da leggere:

BaldaroVerde J., Nappi R., Donne Nuove, Franco Angeli, Milano, 2002

Betti S., Ravaccia F. (a cura di ), Scavalchiamo la menopausa,Franco Angeli, Milano, 1994

Estes C. P., Donne che corrono coi lupi: il mito della donna selvaggia, Frassinelli, Milano, 1993

Piazza M., Saisi A., La menopausa senza paure, Franco Angeli, Milano, 1999

Storie per crescere

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Fiabe-classiche-bambiniIn questo periodo biblioteche e librerie offrono alle famiglie molte opportunità di passare insieme ai propri figli un pomeriggio in compagnia di libri.

Sono buone opportunità da cogliere soprattutto per favorire la socializzazione e accrescere l’amore per la lettura.

I titoli scelti sono spesso nuovi o accompagnati da bellissime illustrazioni; spesso è presente l’animazione.

Tutto questo è davvero buono, ma quando i genitori si trovano a scegliere la storia da leggere prima di dormire (o nel momento che loro preferiscono) dovrebbero ricordare che alcune storie più che altre sono adatte a “far crescere”.

Si tratta delle fiabe di una volta, in special modo quelle dei fratelli Grimm, ma anche quelle di Andersen e alcuni miti e leggende antichi (soprattutto per i più grandicelli).

Molti genitori temono purtroppo che queste storie siano troppo violente per i bambini e che possano sconvolgerli. Invece il bambino riesce a ritrovarsi nell’eroe della storia che, spesso più piccolo e semplice, la spunta attraverso l’intelligenza o le sue qualità profonde. Il bambino riconosce come propri alcuni conflitti interiori del protagonista della fiaba.

Bisogna ricordare che c’è differenza tra fiabe, miti, leggende e favole. Le favole (ad es. “La volpe e l’uva”) sono molto più  moralistiche delle fiabe, mentre miti e leggende hanno un carattere eccessivamente pessimistico. Cio’ non significa che non vanno lette, ma che hanno un diverso valore nello sviluppo della personalità.

Un ultimo aspetto importante è relativo all’edizione scelta della fiaba: è bene scegliere le versioni quanto più vicine a quelle originali (facendosi aiutare dal bibliotecario o dal libraio) perchè le più  recenti spesso sono state ridotte a tal punto che il simbolismo e spesso la lotta o la difficoltà sono state omesse.

Detto questo propongo un brevissimo elenco di fiabe che aiutano a crescere (senza pretendere di essere esaustiva) con i relativi temi principali:

  • Crescita, rinuncia alla dipendenza: Hansel e Gretel, Cappuccetto Rosso
  • Piccoli successi, tenacia, “farcela nelle situazioni difficili”: Il gatto con gli stivali
  • Rapporto tra fratelli e compagni, autonomia, operosità : Cenerentola, Il Brutto anatroccolo
  • Vanità: I vestiti nuovi dell’imperatore

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Ognuna di queste storie può essere analizzata a più livelli ed arrivare al bambino in modi molto personali. Non ho volutamente indicato miti e leggende dei grandi eroi della tradizione perchè propongono gesta che un bambino piccolo sente di non poter emulare, mentre egli ha bisogno di storie che infondano ottimismo, lo gratifichino e integrino i vari aspetti della personalità.

Miti e leggende sono invece indicati per bambini dagli undici anni in avanti quando il mondo interpersonale si amplia e comincia ad essere guardato con occhio critico. Di seguito i nomi di alcuni eroi (cui è collegata una vicenda) e i relativi temi:

  • Prometeo: altruismo, onore
  • Adulterio, tradimento, problemi familiari: Zeus ed Era, Afrodite ed Efesto
  • Dolore, sofferenza, perdita: Demetra
  • Relazione amorosa, amore: Venere e Adone, Orfeo
  • Gloria e fama personale: Achille
  • Vendetta, inganno: Il vaso di Pandora

Buona lettura!

 

 

Eventi Incontri Seminari Gratuiti 2014

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Nuovo anno  (ancora tanti auguri!) e nuovo calendario di incontri gratuiti presso lo studio:

Marzo 2014

“Imparo a rilassarmi”

Tecniche di rilassamento e fantasie guidate per gestire lo stress.

( a questo  incontro seguirà un percorso esperenziale-informativo di gruppo  della durata di 6 incontri per approfondire i temi e consolidare le tecniche: num.min partecipanti 4, costo da definire)

Ottobre 2014

“Stare bene in menopausa”

(anche a questo corso potrebbe seguire un percorso esperenziale di gruppo della durata di 6 incontri per sostenersi e sviluppare alternative creative in questa età della vita: num.min. partecipanti 4, costo da definire).

Novembre 2014

La comunicazione assertiva: 2 incontri teorico-pratici.

 

Tutti gli incontri indicati sono gratuiti (eccetto gli eventuali gruppi esperenziali) e prevedono un’ iscrizione. Gli incontri avranno luogo solo se si raggiungerà il numero minimo di 4 partecipanti; è pertanto necessaria la prenotazione al 349.29800743 o con una mail a paolamazzaferro@gmail.com.

Buon 2014

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Lo studio di Psicologia e Psicoterapia augura a tutti un felice e sereno anno nuovo.